TESTIMONI DI PACE - Giornata di FraternitÓ dell'OFS di Augusta



La  PACE è per definizione assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni; serena tranquillità di rapporti; tranquillità e serenità dello spirito; felicità, beatitudine; stato di tranquillità e benessere fisico….

Ci rendiamo facilmente conto di come nell’immaginario collettivo il concetto di pace sia legato a tutto ciò che evoca quiete, calma, e sia lontano dalle situazioni che spingono al  movimento, alla lotta, al conflitto.

Ebbene niente di più sbagliato in una concezione tutta cristiana della pace. Tra i documenti della Chiesa in particolare nella Costituzione pastorale del Concilio Vaticano II “Gaudium et Spes”  leggiamo le seguenti parole: La pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi unicamente a rendere stabile l'equilibrio delle forze avverse; essa non è effetto di una dispotica dominazione, ma viene con tutta esattezza definita a opera della giustizia » (Is 32,7). È il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta (...) la pace non è mai qualcosa di raggiunto una volta per tutte, ma è un edificio da costruirsi continuamente….

L’apostolo Giacomo ci dice che non ci potrà essere pace se non ci sarà giustizia. Quindi la giustizia ha un ruolo fondamentale al fine del mantenimento della pace; a causa delle ingiustizie la guerra è sempre alle porte e la pace sempre più in pericolo.

Di fronte alle ingiustizie bisogna prendere una posizione...niente di più difficile!

Molte volte la pace è il frutto dell’indifferenza cioè di un’azione che non si muove, ipocrita e priva di sofferenza. E’ facilissimo avere la pace quando non si prende mai una posizione giustificandosi che lo si fa per il quieto vivere, ma non prendere una posizione significa essere indifferenti alla sofferenza dell’altro, così la pace nasce da una chiusura in noi stessi, da una non guerra prima con noi stessi  e in seguito con gli altri .

Pace dunque non è Quiete ma Lotta per la Giustizia e naturalmente questo implica un confronto-scontro con la propria natura e la rottura dei propri equilibri personali per poter prendere una posizione che ci porti fuori da noi stessi per abbracciare le difficoltà della croce e divenire testimoni della pace in Dio. Più evitiamo questa guerra meno il nostro cuore vedrà la pace, sant’Agostino nelle sue Confessioni scriveva;”ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te”. Proprio sant’Agostino è l’emblema di una irrequietezza spirituale che lo ha spinto a una ricerca irrefrenabile di Dio e a Lui è tornato, ha trovato la grande Verità che cercava e la sua irrequietezza lo ha trasformato in testimone concreto di quella Verità così grande così bella che non poteva tenere solo per sé.

La pace non è il frutto della poesia, del romanticismo ma della continua ricerca personale, della battaglia che ognuno incarnerà secondo la propria indole, dell’amore per la giustizia, che ci condurranno a diventare testimoni attivi di pace, e costruttori inquieti di un edificio stabile ma in eterna costruzione. Giorno dopo giorno, mattone dopo mattone toccherà a noi costruire questo maestoso edificio senza mai fermarci, stancandoci e quindi riposandoci per ricominciare la nostra battaglia più carichi che mai, cadendo e rialzandoci senza mai perdere di vista l’obiettivo finale che una vera fine non avrà mai.

Questi i punti toccati dal nostro fratello e diacono Ottavio Castro nella sua relazione sull’argomento, con cui ha sicuramente rotto i nostri equilibri, donandoci molteplici spunti di riflessione, rendendo nuovo un argomento all’apparenza molto scontato e per questo lo ringraziamo di cuore.

 E come siamo soliti dire “Che Dio ci dia Pace, ma non ci lasci in Pace.”

 

Eleonora Bari