TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA COMMEMORAZIONE DI FRA GIUSEPPE MARIA



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel quadro del Triduo di preparazione alla commemorazione di Fra giuseppe Maria da Palermo che si è svolto presso i Frati Minori di Sortino, ieri si è tenuta una conferenza sulla Esortazione Apostolica di Papa Francesco "Gaudete et Exsultate" (Rallegratevi ed Esultate), la terza del suo pontificato. Il relatore è stato il diacono della nostra Parrocchia Ottavio Castro.

L'esortazione ha come tema centrale la Santità che - come dice il Santo Padre - "non è per chi non cade mai, ma per chi ogni volta si lascia rialzare dalla misericordia di Dio".

"La santità è una meta per uomini e donne, per genitori e figli, per datori di lavoro e dipendenti, per sani e malati, per giovani e anziani. Per politici, diplomatici, operatori di borsa, militari. Nessuno escluso. Ciascuno a suo modo".

L'Esortazione è strutturata in cinque capitoli, 177 paragrafi, con un largo e approfondito uso di citazioni bibliche e di documenti del Magistero. Ottavio ha sviscerato tutti e cinque capitoli cercando di fare emergere il pensiero del Papa su questo delicato tema, anche se il tempo a disposizione non gli ha chiaramente permesso di toccare tutti gli spunti che la lettura della "Gaudete" suggerisce. Di tutti gli scritti di Francesco questo è forse il più ostico perchè dipana una materia complicatissima, così profondamente intrecciata con l''impianto teologico della dottrina cattolica. A tal proposito il nostro diacono ha sottolineato più volte che la nostra fede non è un pensiero astratto, non è una filosofia, bensì l'incontro con una persona; Gesù Cristo. Credere qualcosa di diverso fa cadere nell'eresia, nella negazione di ciò che la Scrittura Sacra ci ha insegnato. Eppure nel corso di questi duemila anni di cristianesimo molte volte l'uomo è caduto in questo errore e sono proprio queste posizioni che allontanano dalla santità. Santità che, viceversa, resta alla portata di tutti purché si conservi una purezza di cuore nell'accogliere le parole di Gesù. Ottavio ha ripreso le Beatitudini e, rileggendole, ha mostrato come esse costituiscono un percorso obbligato per raggiungere ciò che Dio vuole per noi. Ma, avverte Papa Francesco, non si pensi che il futuro che il Padre Eterno ha disegnato per questi suoi figli sia fatto da salotti o da belle parole. Il futuro lo ha già costruito con quelli che noi pensiamo come derelitti, come scarti, come infimi. La santità passa allora nel percorrere un pezzo di strada con costoro. Non la si può raggiungere di certo voltando loro le spalle, trascurando l'umanità dolente.

 

Fra Giuseppe Maria da Palermo è stato un frate cappuccino vissuto nell'Ottocento, nato a Palermo ma vissuto per lungo tempo nel Convento di Sortino dove morì. Già alla sua morte i sortinesi avvertirono che quell'uomo non poteva non considerarsi un Santo [cfr. http://www.fraticappuccinisiracusa.it/pagina.php?indice=8]. Da lungo tempo è stato istituito un processo informativo che proprio negli ultimi anni però ha subito un'accelerazione. "A breve sarà presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi la positio per il riconoscimento delle virtù eroiche, riconoscimento che permetterà al servo di Dio di essere dichiarato Venerabile" come leggiamo nel sito Internet a lui intermaente dedicato: http://www.fragiuseppemaria.it/index.php.

Il vicepostulatore della causa di beatificazione di Fra Giuseppe Maria da Palermo è il nostro fra Vittorio Midolo