Sabato 3 aprile 2004
Come dimenticare questa data?

Un Anno è passato da quando si realizzava per la nostra Comunità Parrocchiale il grande sogno di una attesa durata  40 anni: Avere una chiesa! Una chiesa comoda, per poter celebrare le funzioni parrocchiali! Una chiesa dove poter accogliere tutti i fedeli che desideravano partecipare con assiduità alla vita della comunità. Questo sogno lo hanno nutrito anche i parroci ed i sacerdoti che per quaranta anni hanno esercitato il loro lavoro apostolico nella nostra parrocchia. A nome di tutti loro voglio manifestare la gioia ed il ringraziamento al Signore  per la nuova Chiesa di Cristo Re, dove ora possiamo esercitare  il nostro ministero sacerdotale  contenti di vedere i nostri fedeli nella possibilità di partecipare senza difficoltà alle funzioni liturgiche della comunità. A me è toccato di lavorare per primo in questa nuova Chiesa; ma credetemi, sento una grande responsabilità sia davanti al Signore, sia davanti hai fedeli tutti che vivono attorno a questa chiesa. Perchè questa responsabilità? Perché sono cosciente che per formare una vera “famiglia di Dio” non basta anche una grande chiesa costruita con pietre, ma di “pietre vive”. Ecco allora la mia preoccupazione, che deve essere la preoccupazione di ogni membro della comunità parrocchiale: cosa facciamo per realizzare la “Chiesa Viva” oggi che la provvidenza ci ha dato tanto spazio? La nuova e grande chiesa, che tutti abbiamo accolto con soddisfazione, perché bella, semplice ed accogliente  ci deve stimolare ad un impegno pastorale  capace di portare tutti quei frutti spirituali che Gesù buon pastore si attende da noi. Sentiamo rivolto a noi l’invito del Papa: “Duc in altum! Gettate a largo le reti!” Se lavoreremo con lo stesso entusiasmo e la stessa fede degli Apostoli, otterremo lo stesso miracolo che Gesù opero per loro:…”e avendo fatto , presero una enorme quantità di pesci” [Lc. 5,6]. Duc in altum! Questa parola, dice il Papa, risuona oggi per noi , e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: “Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi, e sempre! [Eb. 13,8]. Vi abbraccio fraternamente.  
Il Parroco: Padre Paolo Antonino Silluzio

 

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